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Storia dello smalto

Storia dello smalto

 

Lo smalto per unghie è un prodotto cosmetico per colorare, proteggere le unghie o nasconderne i difetti. È usato in colore uniforme o in colori e disegni messi assieme. È composto da una speciale lacca sintetica che va distribuita su tutta la superficie della lamina ungueale per proteggere e/o colorare l'unghia. Questa lacca contiene una miscela di pigmenti inorganici ed altri ingredienti funzionali: in base alla concentrazione di queste sostanze, lo smalto assume una tonalità più o meno carica.

 

Diversi materiali, tecniche e colori hanno trasformato l'uso dello smalto, raccontando così anche l'evoluzione del gusto e della moda. Le origini della nail art profumano di Oriente, India e Cina, intrise della storia di popoli antichi e civiltà millenarie. Durante l'età del Bronzo, l'henné, ricavato dalla polvere di foglie essiccate, inizia ad essere utilizzato anche per decorare le unghie e nel 1500 a.C. in Mesopotamia, Cina ed Egitto compaiono le prime vernici, ottenute da una polvere composta di galena, malachite e zolfo.

 

I colori, che spaziano dal nero al verde, al rosso e all'oro venivano usati per definire l'appartenenza ad una classe sociale e talvolta, simboleggiando il potere dell'individuo e della sua tribù, le vernici colorate consistono in vere e proprie rappresentazioni minuziosamente realizzate, come narrano le tradizioni Incas.

 

Nel Medioevo questa pratica viene abbandonata e riappare solo durante il Rinascimento per impreziosire le mani delle nobildonne del tempo. In epoca Vittoriana, come si racconta in Madame  Bovary, di Gustave Flaubert, con la protagonista del romanzo Emma Bovary , diviene popolare lo smalto con olio e un pezzo di camoscio.

 

Dal XIX secolo si usa una miscela di oli rossi scelti e raffinati per la produzione di smalti per unghie. Nel secolo successivo si utilizzeranno delle polveri e creme colorate per le unghie.

Quando fu inventata l'automobile, lo smalto per unghie incominciò ad essere ispirato allo smalto per la carrozzeria della macchine stesse, molto diffuso e amato dalle donne di tutto il mondo, per la vasta gamma di colori e particolarità.

 

Negli anni 20 nasce la manicure, come la si conosce oggi, grazie a Michelle Menard che utilizza smalti rosa e rossi. Irrompe l'intento di riprodurre i colori delle vernici fiammanti delle automobili sulle unghie delle donne. Si impone la moda della moon manicure, con la quale l'unghia viene colorata con i nuovi smalti, lasciando una piccola mezzaluna alla sua base.

 

Negli anni 30 la scoperta di una nuova gamma cromatica porta alla graduale scomparsa della manicure lunare. Nasce il primo marchio che, con la collaborazione del chimico Charles Lachman, inventa un rivestimento opaco in tanti colori. Nel 1934 il dentista Maxwell Lappo realizza un set di unghie finte e negli anni 50 un altro dentista, Federico Slack, inizia ad usare una sostanza acrilica per le unghie rotte. Finito il secondo conflitto mondiale lo smalto preferito diventa il rosso in tutte le sue tonalità.

 

La cultura hippie degli anni 60 e la nuova immagine della donna più indipendente e desiderosa di libertà, rigetta lo smalto rosso e predilige colori pastello su unghie per lo più corte, ma la pop art imporrà poi colori più brillanti. L'americano Jeff Pink porta un nuovo cambiamento durante gli anni 70 introducendo la famosa french manicure, servendosi di materiale acrilico con cui ricostruire l'unghia, dandole una forma più squadrata.

 

Modern times

 

IL 1920

Il look continuò ad essere più sobrio ma s’ingentilì ulteriormente.

Le misure s’accorciarono, i tessuti s’alleggerirono e s’impreziosirono di strass e pailettes. Le mani vennero coperte da lunghi guanti di seta e da vistosi gioielli, simbolo della rinascita del lusso. Lo smalto era un sottoprodotto degli smalti inventati per dipingere e proteggere le auto nel 1920.

 

Il vantaggio principale delle vernici moderne, fatte di nitrocellulosa dissolta in un solvente, facili da memorizzare e possono essere conservate per anni poiché il solvente non evapora. Il primo smalto di tipo moderno fu commercializzato nel 1932. Fu solo più tardi che introdussero rossetti da abbinare allo smalto, e dal 1937 iniziarono a vendere presso i grandi magazzini e le drogherie.

 

Le attrici erano portatrici entusiaste di smalto. La Technicolor aveva sviluppato una tecnica per mostrare le scene dei film a colori per la prima volta (fino ad allora erano stati in bianco e nero), l'innovazione di processo Technicolor 3 fu del 1928. Da allora in poi la maggior parte dei film furono a colori e tutte le attrici cominciarono ad utilizzare smalti per le proprie unghie.

 

Lo smalto di base non è cambiato molto dal 1930. Moderni sviluppi hanno incluso l’uso di resine di poliestere per prevenire scheggiature, argilla ed altri agenti di sospensione per evitare la decantazione dei pigmenti sul fondo della bottiglia. Innovazioni più moderne sono legate allo stile e alla moda, ad esempio oggi è accettabile indossare blu o nero o qualsiasi altro colore sulle unghie, mentre nel 1950 e precedenti, si utilizzavano sfumature di rossi o gli aranci progettati per abbinarsi ai rossetti.

 

Il grande schermo e la rivoluzione femminile

 

IL 1930

Gli anni trenta furono anni di grandi cambiamenti, il ritorno alla grande eleganza fu emblematico nonché sottolineato dalla più grande depressione di tutti i tempi. La nascita del Technicolor, strumento per la cinematografia a colori, (1922) e l’invenzione dello smalto erano l’unico escamotage per sfuggire a tempi così grigi. Entrambi ebbero vitale importanza per l’industria cosmetica.

 

C’era una forte convinzione che le persone che usavano questi colori brillanti cercavano di nascondere qualcosa. Il trucco si struttura inseguendo le orme dell’art decò, quindi labbra e unghie di colore pieno o, al contrario, volutamente naturali.

 

Chiaramente, con la tv a colori, la voce dei make up artist si fece sentire e la scelta più ovvia fu quella di optare per il colore pieno, così si accesero sugli schermi labbra e unghie vermiglie, invidiatissime dalle donne comuni che corsero a far la fortuna delle case cosmetiche.

 

La seconda guerra mondiale

 

GLI ANNI ’40

Con la nascita del Technicolor, le aziende cosmetiche iniziarono a puntare molto sul marketing di massa.

L’incredibile aumento delle vendite, dello smalto per unghie in particolare, in tempi così difficili, stimolò la creatività delle case produttrici che perfezionarono le formule e ampliarono le gamme dei colori.

 

La donna degli anni quaranta sebbene costretta a fare lavori molto duri, in mancanza di uomini a causa del secondo conflitto bellico, non ha assolutamente rinunciato alla propria femminilità, anzi si è affermata socialmente marcando la propria indipendenza in questo decennio. Gli anni quaranta sono anni di sperimentazione del look, la ricerca costante di una via di mezzo tra il comfort e lo stile rimanendo donne in qualsiasi circostanza.

 

Hollywood e il grande schermo

 

I FAVOLOSI ANNI ’50

Mentre il make up si evolveva in formule e colori, lo smalto preferito della donna degli anni cinquanta rimaneva il rosso in tutte le sue tonalità. L’ispirazione la trovavano sui megaschermi dei cinema e dei drive-in dove in quegli anni imperversavano icone di stile come Marylin Monroe e Audrey Hepburn.

 

Erano infatti le pellicole a dettare la moda di quegli anni.

Labbra e unghie vermiglie erano il pass partout per la generazione del dopoguerra che vede una donna che ricomincia a vivere per intero la propria femminilità riscoprendo glamour e una nuova e inaspettata seduttività.

 

Questa era senza dubbio dettata dall’incoraggiamento, da parte della società, a ritornare alle faccende domestiche e ad occuparsi della famiglia, visto che gli uomini erano ormai rientrati dal fronte. Così avevano tempo a sufficienza da dedicare al nuovo aspetto, alla cura del corpo e alla rivalutazione della biancheria intima e del corsetto che donò alle donne di questa meravigliosa decade quell’invidiatissimo vitino da vespa.

 

Giovani ribelli

 

GLI ANNI ’60

Mentre negli anni cinquanta lo smalto rosso era il simbolo della moderna donna di casa e della moglie ubbidiente, nella decade successiva le donne cominciavano ad evadere alle regole sociali che erano state loro imposte.

 

Questo avveniva però non appena varcata la soglia di casa. Milioni di ragazze sciolsero i capelli, indossarono le innovativissime minigonne e camicette dai colori e dalle fantasie accese. Di conseguenza il make up e lo smalto tornarono ad essere sobri, naturalissimi, da passare quasi del tutto inosservati. Lo scopo era di non destare sospetti nella vecchia generazione che la pensava in modo piuttosto antiquato.

 

Gli anni ’60 sono il momento in cui nella moda i colori pastello la fanno da padrone; ispirate allo stile hippie le unghie diventano sempre più corte e pratiche a riflettere lo spirito libero delle donne, che sfocerà poi nella Pop Art dai colori brillanti.

 

Negli anni 70 l’americano Jeff Pink, utilizzando l’acrilico, realizzerà, inoltre, una manicure con le punte dipinte di bianco; nasce così la “french manicure” che spopolerà per tutti gli anni ’80, quando, oltre al frech, si vede l’utilizzo di lacche con tonalità neon, dal giallo luminoso al magenta.

 

Negli anni ’90 la passione per le tonalità inusuali si placa, tornano di moda il rosso, il rosa e le tonalità pastello, portando in auge una donna forte ed androgina caratterizzata da smalti pieni e decisi, mentre la “cultura grunge”, che nasce tra le giovani americane, porta nuovi trend come l’uso del nero, dei brillantini e di dettagli accattivanti, addirittura le unghie consumate diventano alla moda.

 

Nel mondo della moda si è alla continua ricerca di nuovi tessuti e forme. Abbandonato il corsetto e non solo, la parola d’ordine diventa libertà. Tutto defluisce nella semplicità, dalle acconciature alle linee degli abiti.

"la storia dello smalto" di Federica Badini

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